Le origini e la storia
Eletto tra i borghi più belli d’Italia, nascosto tra le pieghe della terra pugliese e a un soffio dal mare, sorge un piccolo paese che conta poco più di cinquemila abitanti. La sua storia affonda le radici in epoche lontane: fu fondato tra l’870 e il 963, in un avvallamento naturale che lo rendeva invisibile agli occhi dei nemici provenienti dal mare. Una scelta strategica, dettata dalla necessità di difendersi dalle incursioni saracene.
Con il passare dei secoli, questo borgo divenne terra dei Templari. La loro presenza lasciò un’impronta profonda, fatta di spiritualità e di potere militare. Quando l’ordine templare venne meno, subentrarono i Cavalieri di Malta. Furono loro a garantire protezione agli abitanti contro le minacce dei pirati turchi e al tempo stesso a favorire lo sviluppo del paese. Sotto la loro guida il borgo conobbe un periodo di prosperità, rafforzando la sua identità e il suo legame con il mare.
Oggi, passeggiando tra i vicoli stretti e le case in pietra, si respira ancora l’atmosfera di quei secoli lontani. Ogni angolo racconta la storia di un luogo che, pur piccolo, ha avuto un ruolo importante nelle vicende del Mediterraneo. È un borgo che custodisce memoria e bellezza, sospeso tra passato e presente, tra la quiete della campagna e l’azzurro del mare.
Il cuore del borgo
Il viaggio alla scoperta del borgo comincia da Piazza del Popolo, cuore pulsante del borgo, oggi completamente riqualificata. È qui che si erge il Palazzo dei Commendatori, conosciuto anche come Castello dei Cavalieri di Malta, costruito nel 1368 per volontà proprio dei Cavalieri che segnarono la storia di questo luogo.
Per raggiungere il palazzo si percorre via Umberto I, dove un antico arco introduce il visitatore in un cortile suggestivo. In passato, in questo spazio, sorgeva una cappella votiva dedicata alla Madonna della Visitazione, testimonianza della profonda religiosità che accompagnava la vita quotidiana degli abitanti.
Il Castello si sviluppa su due piani: al piano superiore si trovavano le stanze private, destinate ai Cavalieri, mentre al pianterreno si aprivano i frantoi e i magazzini, luoghi di lavoro e di produzione che raccontano la vita operosa del borgo.
Il centro storico e la Chiesa Matrice
Sul lato destro della piazza si erge la Torre dell’Orologio, costruita nel 1855 per scandire il tempo della comunità. Dopo la fine delle guerre, la torre è diventata un monumento ai caduti, simbolo di memoria e di riconoscenza verso coloro che avevano sacrificato la propria vita.
Imboccando via Umberto I, ci si addentra nel cuore del centro storico, conosciuto in dialetto locale come “Sciangài”, o “Terra murata” perché racchiuso nelle antiche mura medievali. È la parte più antica del borgo, un dedalo di viuzze strette e tortuose che si snodano tra case imbiancate a calce e palazzi signorili, impreziositi da balconi decorati e logge eleganti. Dal 2011, questo angolo di storia è interessato da lavori di ripristino della tradizionale pavimentazione in “chianche”, che restituisce al borgo il suo fascino autentico.
In questo scenario suggestivo si trova la Chiesa Matrice, o Chiesa Madre, dedicata alla Natività della Vergine Maria. Costruita intorno al XV secolo, custodisce un interno solenne a tre navate, con una cupola che sovrasta il presbiterio e una cripta accessibile dall’esterno. È un luogo che racconta la spiritualità del borgo e che accoglie fedeli e visitatori con la sua atmosfera di silenzio e devozione.
